Se la memoria è futuro, speriamo che il presente non sia omertoso

Alla c.a. di

  • Tommaso Miele, Presidente aggiunto della Corte dei Conti e presidente della Corte dei Conti del Lazio
  • Domenico Condello,  Questore di Frosinone;

Lettera aperta

p.c. Alla stampa

Quanto mai azzeccato il titolo “La memoria è futuro” convegno  che approda a Frosinone su temi sensibili alla città e alla cittadinanza: memoria, legalità e, si aggiunge, visti gli ospiti, giustezza dei conti in bilancio.

Finalmente vedremo l’amministrazione rispondere alle tematiche che gli ospiti non mancheranno di sottoporre al padrone di casa. Sia sulle scelte di ripianare il bilancio, sia sulle scelte di come ripianarlo con profondi tagli, esternalizzazioni, aperture alla gestione dei servizi a soggetti a dir poco senza scrupoli spesso legati a fatti di criminalità locale e nazionale, di cui scarseggia la MEMORIA, e alla drammatica situazione lavorativa di centinaia di famiglie.

Mai come in questo frangente la “MEMORIA” del corretto percorso del  piano di rientro, ha determinato un drammatico PRESENTE e determinerà un “FUTURO” altrettanto drammatico dei cittadini frusinati.

Si suggerisce al Presidente aggiunto della Corte dei Conti, nonché  Presidente della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti del Lazio, di chiedere all’amministrazione chiarimenti in merito al percorso del Piano di Riequilibrio Economico e Finanziario concordato con il Comune di Frosinone (deliberazione n.256/2013/PRSP del 19 settembre 2013),  allora guidato dal sindaco Nicola Ottaviani, con assessore alle finanze l’attuale sindaco, Mastrangeli. In base all’accordo  l’Ente avrebbe dovuto ripianare nel periodo 2013-2022 una massa passiva di euro 14.676.605. A quanto pare, tale debito non solo non è stato coperto, ma è anche aumentato.

Come mai nella  verifica semestrale del Piano di Riequilibrio  (deliberazione n: 7/2020/PRSP del 18 dicembre 2019) la Sezione Regionale di Controllo per il Lazio della Corte dei Conti ha rilevato il “mancato conseguimento, da parte dell’Ente, degli obiettivi intermedi, per il  2018, accertando la presenza di squilibri a carico delle previsioni di bilancio 2019-2021”?

Perchè la Giunta comunale ha sottovalutato, se non ignorato, la bocciatura da parte dei giudici contabili del piano di rientro proposto, quantificato in euro 5.375.071,88  basato, in gran parte, su un ulteriore taglio dei servizi (riduzione spese per  asili nido, scuolabus, cultura,  impianti sportivi, verde, manutenzione, segnaletica, strisce blu), e non ha provveduto alla  puntuale ricostruzione dell’origine dei debiti, per predisporne immediata copertura nel 2019 come imposto dalla Corte stessa?

Inadempienza che ha costretto  il Magistrato Istruttore ha chiedere il deferimento in adunanza pubblica del comune di Frosinone (istanza prot n.3227 del 28 maggio 2022), con udienza tenutasi il 22 giugno scorso (quattro giorni prima del  ballottaggio per l’elezione del sindaco frusinate che ha portato all’elezione dell’attuale Primo Cittadino proprio per la sua capacità di risanare i conti (!?!).

Quali i motivi per cui le criticità rilevate in passato, non solo non si sono risolte, ma si sono aggravate così come ammesso in udienza dagli stessi delegati del sindaco “pro tempore”in base a quanto scritto  nella  deliberazione 97/2022/PRSP?

Come mai, a seguito  del mutamento della disciplina contabile dal 1 gennaio 2015, che ha generalizzato a tutti i Comuni le disposizioni vigenti per gli Enti in Predissesto, come  il Capoluogo di Frosinone, il  disavanzo da -3.898.066  di euro è arrivato -31.425.880, aggiungendosi un ulteriore debito che doveva essere rilevato, sin dal 2013? E perché l’Ente ha escluso dalla parte passiva, per il 2020-2021, 800mila euro di debiti fuori bilancio, e non ha chiarito l’utilizzo delle anticipazioni urgenti di cassa, emerse nel 2018, con ciò inficiando il bilancio previsionale per il biennio 2020-2021?

Ha chiarito la Giunta comunale, entro i termini definiti dalla Corte (30 settembre 2022) nella deliberazione 98/2022/PRSP, come ha inteso ripianare i debiti emersi per contenziosi legali pari ad  euro 10.318.777 (per i quali la copertura  indicata dal Comune, derivante  da finanziamenti ricevuti dalla Regione Lazio di euro 13.944.342, risultava incerta perché già stata impegnata nella risoluzione di altre poste), e come ha risolto l’incongruenza sul corretto inserimento nel fondo crediti di dubbia esigibilità degli importi non riscossi per il mancato pagamento dell’Imu da parte dell’ATER?

Va ricordato che se entro il 30 settembre la Giunta stessa non avesse provveduto a fornire opportuni  chiarimenti, con annessa documentazione, per giustificare i risultati d’amministrazione negativi, le spiegazioni fornite dall’Ente nelle precedenti verifiche sarebbero state valutate come “NON TRASPARENTI E NON AFFIDABILI”.

Sarà in grado il Presidente della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti del Lazio, di chiarire, dunque, se un’amministrazione etichettata come virtuosa ripianatrice di debiti, sia stata  veramente tale, oppure, non solo ha peggiorato la situazione contabile, oltre che la vita dei cittadini, ma ha anche fornito informazioni non trasparenti e non affidabili?

Di tutto ciò si ha MEMORIA perché la scelta del ripianamento del bilancio è stata effettuata con drastici tagli ai servizi per la cittadinanza e ovviamente al lavoro, nonostante la flebile voce della Corte dei Conti reputasse inadeguato il piano per un ripianamento che non deve contemplare esclusivamente i soliti tagli alla spesa sociale. Invece alla cittadinanza e ai lavoratori impegnati è stato riservato un FUTURO drammatico e povero.

Il taglio maggiore fu fatto chiudendo nel 2012 una società pubblica partecipata di centinaia di dipendenti e favorendo, attraverso uno spacchettamento dei servizi, cooperative sociali di tipo B, per le quali  si utilizzava una deroga alle regole ordinarie dettate dal Codice degli appalti. Una forzatura senza alcuna legittima giustificazione.

Sicuramente sarà fatta la domanda all’Amministrazione su come si affidavano i servizi alle coop che sono stati gestiti con oltre 300 diverse determinazioni tra affidamenti, avvisi, cambio di denominazione, convenzione, manifestazione di interesse, proroghe, cessioni di ramo d’azienda…  E mentre il budget di spesa calava e i salari scendevano paurosamente fino a 1/10 di quello che si percepiva nella società pubblica, è stato permesso alle dubbie coop, ad oggi, di gestire €.17 milioni! L’ente, invece, nei lunghi 10 anni ha risparmiato 15 milioni di euro dalle tasche di 200 lavoratori, coincidenti guarda caso con il debito concordato con la Corte dei Conti da cui l’amministrazione doveva nel 2022 rientrare.

Sicuramente sarà fatta la domanda dove sono finiti i lavoratori impiegati, dopo più di 20 anni di lavoro, che si suddividono in licenziati, sospesi, a lavoro da 100 a 500 euro di salario!

Sicuramente verrà chiesto chi fossero gli amministratori delle coop. sociali e in quale contesto alcune di esse operavano visto che alcune erano invischiate nella vicenda di mafia-capitale e che a Roma erano interdette per mafia, ma a Frosinone operavano senza problemi.

Verrà chiesto perché uno dei personaggi presenti in una di queste coop, è Luigi Ciavardini, condannato l’11 aprile 2007 a 30 anni di reclusione per la STRAGE di Bologna del 1980, tornato alla ribalta per le indagini di mafia capitale, per le relazioni che intessevano con l’allora direzione del carcere di Frosinone, che a Frosinone ha fatto il bello e cattivo tempo anche come operatore culturale e sportivo per bambini e ragazzi!

Ulteriormente sarà sicuramente oggetto di discussione la magia dell’ex sindaco nell’esser riuscito a fare spese straordinarie costruendo uno stadio ex-novo e acquistando a peso d’oro un ulteriore e inutile immobile di rappresentanza, dove si svolgerà il convegno oggetto di questa nota, quando con il Piano di riequilibrio economico finanziario, con i cittadini a pagare i debiti, ci si impegnava a fare solo spese ordinarie.

Sarà in grado il Questore, quindi, di ricostruire la LEGALITA’ di quello che è accaduto e sta accadendo nella gestione dei servizi, sulle società, sugli amministratori, sulla continuità degli appalti. Ha MEMORIA che la vecchia amministrazione, di cui l’attuale è in continuità, ha subito arresti e condanne per situazioni pesanti come la gestione dei rifiuti?

Tra memoria e futuro non vorremmo che il PRESENTE diventasse omertoso, soprattutto da parte delle istituzioni che per prime dovrebbero riaffermare i principi irrinunciabili di giustizia e libertà.

F.to

Comitato di Lotta per il lavoro

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