Chi paga il teatro tra le porte?

Come avrà fatto il Comune di Frosinone, sull’orlo del fallimento,  a finanziare la rassegna culturale “Teatro tra le porte”? Semplice accedendo al “Fondo di Riserva per Integrazione di Somme”, così come approvato dalla delibera di giunta 201/2020 del 30 luglio. Ma è davvero così semplice? Non proprio.

Andiamo con ordine. Per la realizzazione del progetto l’amministrazione ha chiesto alla Regione Lazio  20.000 euro.  Inoltre sono state attivate le procedure per reperire ulteriori risorse attraverso gli sponsor.  Dal momento che non è certo che la Regione conceda i soldi richiesti, e che gli sponsor abbiano la volontà di contribuire,  l’amministrazione Ottaviani ha deciso di raccattare 15.000 euro dal già citato “fondo di riserva per integrazione di somme” in base all’art.166 comma 2 del T.U. n.267/2000,  che recita : “Il fondo è utilizzato, con deliberazione dell’organo esecutivo da comunicare all’organo consiliare nei tempi stabiliti dal regolamento di contabilità, nei casi in cui si verifichino esigenze straordinarie di bilancio o le dotazioni degli interventi di spesa corrente si rivelino insufficienti” .

In pratica all’interno delle previsioni di spesa si deve accantonare una quota da utilizzare nel caso in cui gli esborsi reali siano maggiori di quelli previsti per cause assolutamente urgenti. Il testo parla di “esigenze straordinarie”.  Resta difficile qualificare  “esigenza straordinaria”una manifestazione teatrale pianificata da tempo.

Di  quanto deve essere la dotazione di questo fondo? Ce lo spiega il comma 1 dell’art. 166. In base al quale esso  non deve essere inferiore allo 0,30%  e non superiore al 2% del totale delle spese correnti di competenza inizialmente previste in bilancio. In soldoni: considerato che nella delibera 34 del 17/07/2020 approvata dal consiglio comunale le spese correnti previste sono 908.527, e ammettendo che il fondo sia costituito dall’aliquota massima, ossia il 2%, questo ammonterebbe a 18.170. Visto che la cifra impegnata è di 15.000 il Teatro tra  le Porte si succhia quasi tutto il supposto fondo di riserva( ammesso e non concesso che sia composto dal 2% della spesa corrente, perché potrebbe essere anche meno) .  La rimanenza, 3.170 euro dovrebbe essere destinata “alla copertura di eventuali spese non prevedibili la cui mancata effettuazione determina danni certi all’amministrazione” come da   art 166 comma 2 ter.

Resta comunque il fatto che ai 15.000 euro andrebbero sommate le entrate incerte di 20.000 euro da parte della Regione,  e i finanziamenti degli sponsor più che incerti. In pratica il comune di Frosinone per finanziare l’”Ambaradam” del Teatro tra  le Porte ha impegnato, per certo, 15.000 di un fondo destinato a spese imprevedibili e urgenti, il resto al buon cuore di Zingaretti, non certo ben disposto verso Ottaviani,  e dei commercianti che già hanno dimostrato in passato di non essere molto collaborativi.

Quali conclusioni ne trarrà la Corte dei Conti, anche su questa operazione, non è dato sapere. Resta il fatto che forse aprire la procedura di dissesto per il Comune Di Frosinone  costerà molto in termini sociale , ma almeno ci si libererà di una giunta fallimentare che, proseguendo nella sua politica dissennata  di bilancio non farà altro che prolungare una tragica  agonia, fino al 2022. Dove veramente poi  non ci saranno rimasti neanche gli occhi per piangere.

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